Come perseidi

Le donne di Linda
di Maria Rosaria De Stefano Natoli

Il nome dello sciame di meteoriti cui affidiamo i desideri, la notte di San Lorenzo, deriva dal fatto che il radiante, ovvero il punto dal quale sembrano provenire tutte le scie, è collocato all'interno della costellazione di Perseo. Sarebbe un’informazione priva di significato se non ricordassimo che Perseo è colui che se la Gorgone, colei il cui sguardo impietrisce, per estensione di significato, dunque Perseo è eroe nemico della pietrificazione ovvero di tutto quel che si cristallizza e si fissa in una realtà e in un universo in cui panta rei, in cui ogni cosa diviene e nulla può essere reso fisso altrimenti si perde il senso del mutamento e con esso il senso delle cose. Per questo le donne di Linda sono Perseidi, sanno accettare il mutamento.

Le Perseidi di Linda sono donne come stelle, donne diurne, astri di tutti i giorni in cui ogni donna può riconoscersi sia pur nella discrasia, che sempre esiste fra sogno e realtà. Le donne di Linda sanno trasformare il veleno in farmaco e le disgrazie in opportunità. Sono generose, solidali, sentimentali, possono consapevolmente soffrire, crescere, confrontarsi, allontanarsi esserci e non esserci, dentro dinamiche che non sono strategie né tattiche ma vita, cuore, anima e qualche volta anche rinuncia che è parte della vita come la lotta.

Anna, il personaggio della prima narrazione, in qualcosa, ricorda, le Anna di Cassola, non certo nei contesti narrativi (le donne di Cassola sono le ragazze del dopoguerra in cui serpeggia la malinconia del rarefatto e dell’incertezza ), quanto in quella forma di dignità sentimentale che avviene sempre in chi davvero ama, che non consiste nel trattenere ma nel lasciare andare: ”Se dovessi stancarti di me, basta che tu lo dica e scomparirò”- dice Anna a Marco-. Non è un modo di dire, né di esorcizzare un timore, è un’educazione sentimentale che non permette di prendere con violenza ciò cui crede di avere diritto. In fondo si sa, l’amore non dà diritti, perché l’amore è fuori dalla convenzione e dallo schema e spesso non è saggezza. La dignità del lasciare andare, non è perdita, rinuncia, intransigenza o disamore, è senso di sé. Rispetto di sé. La storia di Marco che è il primo racconto di

Come Perseidi è la breve storia di un tradimento, Marco tradisce occasionalmente Anna che sa, che anche la digressione occasionale di Marco è manifestazione di un cedimento strutturale del loro rapporto, è la bellezza di Anna, la sua dignità, il suo voler l’amore solo per l’amore, che paradossalmente rende fragile la situazione. Pur amandolo, lo lascia andare, andando lei via da lui, perché la memoria di un amore non si saturi di risentimento o di perdoni, che ogni volta sarebbero più dolorosi. Anna ama ,e sa che l’amore, per restar tale ,a volte deve mutare lo stato di essere, e risolve non il suo amore ma la deriva di quell’amore, in un gesto definitivo, in un no che sarà per lui occasione di crescita e per lei un modo di riprendersi la propria vita con l’amore e le ferite interiori ancora fresche ma consapevole che la prima cosa che una donna deve pensare è ciò che è giusto per lei, senza fidarsi degli accomodamenti.

Dopo un tradimento nulla è più come prima: si perde l’innocenza, la fiducia, del prima che tutto accadesse. La stessa Sirena Risoluta che ho apprezzato perché ha fatto riaffiorare una memoria personale di bambina fresca di favola di Andersen ha il senso della dignità e dell’indipendenza. Sirena, è creatura in un certo senso attonita del non sapere incontrarsi in maniera schietta col maschile e preferisce dissolversi nella schiuma del mare,torna alla sua costituzione essenziale , l’acqua uno degli elementi di cui siamo costituiti e che attraverso un processo di mutamento di stato diviene Aria, perché spesso il mondo, la terra sono luoghi inospitali per viventi la cui sensibilità è troppo forte e scarnificante e si ha bisogno di un rifugio, di una torre eburnea che ponga al riparo dall’inevitabile cattiveria e superficialità degli altri esseri umani.

Sirena in un certo senso, è una creatura che vorrebbe semplicemente chiamare le cose con il loro nome, ma non sa districarsi negli ossimori esistenziali, nelle zangolature e le complicazioni di una comunicazione che confonde: Sirena non sa adattarsi alla confusione del maschile che vuole una cosa, ne pensa un’altra e ne dice un’altra ancora. E riscopre che il suo luogo è il mare, ovvero vita, acqua di sale, liquido primordiale, in cui la forma si diluisce in un informe che assume caratteristica di Aria, respiro, pneuma, che è senza mostrarsi, e Sirena diviene così la vita di ognuno senza essere vissuta da alcuno.

Le donne di Linda sanno essere generose e solidali, scie luminose nelle notti di Luna scura e nelle inevitabili giornate di disperazione solitaria, quando l’attesa è disattesa delle speranze mai colmate perché la vicenda umana impone loro. vite di altro segno. Le Perseidi, scie luminose attraversano la loro stessa esistenza comprendendo che la vita è dono anche quando la vita stessa non è all’altezza delle aspettative, dei sogni, dell’immaginario, perché «la vita, si castiga vivendo» (Cardarelli).


ULTERIORI APPROFONDIMENTI
- Articolo sulla presentazione de libro a Messina il 01-12-2010, da Scomunicando
- Articolo di Diego Castronovo sulla Gazzetta del Sud

Informazioni Bibliografiche

  • Pagine: 136
  • Anno: 2010
  • Isbn: 9788896557167
  • Prezzo: € 15,00

Video collegati

Shortmovie diretto da Giuseppe Scionti relativo al racconto "Marco", tratto dal libro "Come perseidi" di Linda Liotta (Armenio Editore)

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